ARATURA
Dopo il tuo primo solco, diritto e sicuro,
ora traccerai gli altri, perchè la nebbia è scomparsa
e vedi chiara la direzione, la tua mano
è tornata a posarsi sull'aratro
e lo sospinge, i cavalli si muovono
pronti, impazienti di tirarlo.
Il campo è grigio di brina, ma gli uccelli
già cantano lietamente dai suoi margini
e il sole avanza glorioso, illuminandoti:
Ti contemplo all'inizio di questa giornata,
io che non posso aiutarti - non possiedo
né cavalli né aratro - soltanto ti contemplo,
come un bambino ad occhi sgranati, da una siepe:
con le mie mani nude ed il mio cuore puro
esistendoti accanto.
Dio benedica il tuo andare e il tuo stare,
benedica per te la semina e il raccolto:
Egli che arò il grande campo dell'universo
e trasse spighe di stelle dai suoi solchi.
Margherita Guidacci
(Questa poesia è un dono di Fausta, la nostra Nonna webacquisita GRAZIE!)






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