TIZIANO TERZANI
pagg. 128
€ 12
ISBN 978-88-6063-062-9
LA FINE E` IL MIO INIZIO
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LA FINE E` IL MIO INIZIO Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita Tiziano Terzani Testimonianza Collana: Il Cammeo Pagine: 472 Prezzo: € 18.60 In libreria dal: 16 Marzo 2006 Libro disponibile |
Sabaudia, 15 aprile 2007
Lascio l'auto e mi avvicino a quattro persone. Una sta parlandocon una ricetrasmittente.E' evidentemente un loro spasso, divagante dal quotidiano.
Domando se avrò problemi a lasciare l'auto senza pagare il parcheggio, non ho notato ne rivenditori ne macchinette automatiche per la vendita dei biglietti per la sosta.
- No, si paga solo d'estate. Mi risponde quello che mi si è avvicinato.
- Grazie, buona giornata.
La strada che attraverso è percorsa da molti ciclisti, scaricano tossine pedalando, lentamente, dialogando.
Davanti a me le dune, tantye volte ne ho letto le descrizionifatte da Igor Man.
Ha ragione, danno un senso di pace.
Camminando lascio le impronte delle mie scarpe, poco profonde, la sabbia è umida e dura.
Discendo la duna aggirando uno stabilimento balneare chiuso
Arrivato sulla spiaggia, a destra non vedo niente, un chiarore biancastro di foschia nasconde il solo intuibile paesaggio.
A sinistra il monte del Circeo.
Pochi pescatori lanciano continuamente l'amo, una famigliola passa, i due bimbi sorpassano e si fanno sorpassare da un gaio barboncino, di razza alquanto dubbia, di tanto in tanto, si ferma, alza il muso verso i compagni di corse e... non riesco a sentire cosa dice.
E' così felice che qualcosa, in lingua canina, sta sicuramente dicendo. Deluso, ma non troppo, dalla mancata risposta da parte dei bimbi, lingua di fuori, riprende a correre, ugulmente felice.
Scarpe e calzini, per ora, non servono, li tolgo e poso di lato.
C'è un bastone curvo, sbadatamente, traccio un semicerchio nella sabbia di fronte a me, con lo sguardo rivolto al lattiginoso orizzonte.
Incrocio le gambe e apro "La fine è il mio inizio".
Porco cane!Risuonano spontaneamente queste due parole, rimbombandomi nel cranio.
Non sono rivolte al cagnolino di prima, ovviamente, bensi al risvolto della copertina, o meglio, alle parole stamate sopra.
Le prime cinque righe descrivono un monaco zen, che traccia un cerchio chiudendolo, ultimo gesto della sua vita.
Porco cane! Mi ripeto.
Il barboncino, ignaro e lontano, continua a correre quasi solamente sulle zampe posteriori, girato verso i ragazzini.
Leggo parole toccanti, non si può rimanere indifferenti, fino a che, Terzani, parlando di se, di "se",dice queste parole:
"Chi è il testimone silenzioso del tuo sogno".
Appoggio i polsi sulle ginocchia, chiudo gli occhi ed il respiro del mare favorisce la concentrazione sul mio respiro.
Medito.
In totale abbandono divento sfera.
Non tocco terra ma nemmeno sono prigioniero della gravità.
CHI E' IL TESTIMONE SILENZIOSO DEL MIO SOGNO
Le lacrime corrono copiose.
Riprendo il controllo, torno sfera e... respiro.
Per tornare verso la strada, percorro al contrario il medesimo tragitto dell'andata, scalzo, facendo volontariamente attenzione a non calpestare le impronte dell'andata.
Solo quando torno all'auto mi accorgo di quanto tempo è passato, quasi due ore.
Oggi sono a metà della mia vita, quand'anche durasse un solo, breve, ultimo istante.
Non so cosa, di tutto questo, sia vero.
...e sono arrivato solamente a pagina quindici.
Sprechiamo troppa acqua
1. Chiudi il rubinetto quando ti lavi i denti o ti fai la barba (utilizza il getto d’acqua solo due volte: inizialmente sullo spazzolino e successivamente munisciti di un bicchiere d’acqua per risciacquarti i denti);
2. Tira l’acqua dello sciacquone, ma con attenzione (regola, con l’aiuto dell’idraulico, il galleggiante su una capacità minore d’acqua);
3. Raccogli l’acqua piovana (posiziona dei secchi in giardino o sulla terrazza);
4. Scegli di fare una doccia e non il bagno (chiudi i rubinetti mentre ti insaponi);
5. Annaffia le piante senza sprechi (innaffia il giardino sempre verso sera: quando il sole è calato, l’acqua evapora più lentamente);
6. Ripara il rubinetto che perde (controlla se i rubinetti o la cassetta del water hanno una perdita);
7. Installa un miscelatore d’aria (applica i miscelatori o frangiflusso ai rubinetti di casa);
8. Usa lavatrice e lavapiatti ecologiche (usa elettrodomestici di classe A+: consumano al massimo 17 litri d’acqua);
9. Lava i piatti a mano in modo ecologico (evita di lasciare aperto il rubinetto dell’acqua nell’atto di insaponare le stoviglie);
10. Lava la tua auto con il secchio (usa il secchio invece dell’acqua corrente: si può bagnare la carrozzeria, insaponare l’auto e risciacquarla, sprecando meno acqua).
Angela di www.lontanodagliocchi.it mi ha fatto venire in mente di pubblicare queste semplici regole.
Quando mi lavo i denti e quando mi rado, l'acqua non la faccio correre. Lo sciacquone è regolato da me in modo da essere sufficiente. Scordo sempre delle bacinelle sul balcone che immancabilmente si riempiono. Faccio solo la doccia (non chiudo l'acqua, aimeh! per insaponarmi, perdo la regolazione della temperatura, lo farò d'estate). Innaffio solo la sera, di giorno le foglie delle piante bruciano più facilmente. Non ho rubinetti che perdono, solo lo sciacquone in tipografia gocciola, ma raccolgo l'acqua in una tanica e, quando si è riempita la utilizzo. La lavastoviglie è un po' vecchiotta ma razionalizzo i lavaggi evitando di farla girare semivuota. Quando lavo i piatti a mano, riempio il contenitore più comodo che già c'è nel lavandino e non faccio correre inutilmente l'acqua. Non lavo mai l'auto, questo, invece di essere a favore dell'acque è un fattore a suo discapito, infatti non lavando quasi mai l'auto, piove sempre di meno. viceversa, ogni volta che faccio anche solo finta di lavarla, subito dopo piove, quindi dovrei lavarla più spesso.
A parte gli scherzi, quest'anno è nevicato pochissimo, l'acqua, quest'estate sarà veramente poca.
Pensiamo a chi fa anche più di 20 chilometri al giorno per procurarsene solo qualche litro, e che quella piccola quantità dovrà essere sufficiente fino al giorno dopo, quando, "finalmente", potrà andarne a prendere altra.
(il quadro riproduce la cascata del Toce, fiume che da il nome al paese dove ho passato la mia adolescenza)







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