Contro la pena di morte
Questa è la lettera che un'amica ha scritto sul forum legato al sito www.tizianoterzani.com.
Essendo contro la pena di morte la riporto in questo spazio e la riporterò ovunque mi capiti

Ciao a tutti, mi chiamo Maria Teresa.
Da qualche tempo sono in corrispondenza con Kenneth Foster, 30 anni, afro-americano, da anni nel braccio della morte di una prigione del Texas, accusato di un omicidio che non ha commesso.
Parlando con Kenneth, stupisce il suo atteggiamento positivo verso la vita, una vita che forse un giorno verrà spezzata, in nome di una giustizia che mi riesce difficile definire tale.
Non ho mai udito da lui parole di odio o di rancore anzi, direi che dalle sue lettere si possono percepire la sua spiritualità, il suo carattere aperto e solare e la sua voglia di non arrendersi. Kenneth spera di poter un giorno dimostrare la sua innocenza e tornare ad essere un uomo libero.
Quando racconta della vita di tutti i giorni è difficile non rimanere “confusi”... la nostra non è una società che si definisce civile? Da sette anni non può vedere la televisione, le cartoline non sempre gli vengono consegnate, quando la sua bambina di 11 anni lo va a trovare non può nemmeno abbracciarla.
Penso che anche chi si trova nel braccio della morte abbia diritto di essere trattato come un essere umano! Io trovo che di umano in tutto questo non ci sia proprio nulla. E non c’è nulla di umano soprattutto nel tenere in una cella per anni una persona, in attesa solamente di essere uccisa.
È senz’altro un’esperienza che arricchisce l’animo dare amicizia a chi sta affrontando un ostacolo quasi insormontabile e cercare di trasmettere un po’ di calore umano a chi, come Kenneth, quasi con disperazione, vuole continuare a credere nella vita.
Purtroppo proprio in questi giorni ho ricevuto una lettera di Kenneth, in cui mi comunica la terribile notizia che è stata fissata la data dell’esecuzione: il 30 agosto 2007.
Sto cercando di fare tutto quanto mi è possibile per aiutarlo, ma mi rendo conto che non posso fare molto.
Chiedo a tutti coloro che leggeranno questo messaggio di darmi una mano, affinché un innocente non venga ucciso.
Se volete, potete sottoscrivere le petizioni in favore di Kenneth sui siti internet: www.todesstrafe-usa.de e www.freekenneth.com.
Il Comitato Paul Rougeau ha organizzato una sottoscrizione per raccogliere fondi al fine di poter pagare un avvocato, che si aggiungerà a quelli che già fanno parte della difesa.
I versamenti possono essere eseguiti sul c.c. postale 45648003 – int. Comitato Paul Rougeau, specificando la causale: pro Kenneth Foster.
La pena di morte é un omicidio e non possiamo accettarla. Non possiamo chiudere gli occhi di fronte ad una crudeltà come questa e, soprattutto, non possiamo chiudere gli occhi di fronte ad un innocente che sta per essere ucciso.
AIUTATEMI A SALVARE KENNETH!
Grazie!
Terry
Geronzi, roba da non credere
In una seria economia di mercato Cesare Geronzi sarebbe fuori dalla scena pubblica e passerebbe le giornate a difendere la propria reputazione nelle aule dei tribunali, visto che è sotto processo in mezza dozzina di città ed è coinvolto nelle meno limpide avventure finanziarie degli ultimi dieci anni. In Italia, dove la sanzione reputazionale non vige, il che è un modo gentile per dire che viviamo nell’isola dei pirati, Cesare Geronzi è a capo del principale istituto di credito e il prossimo 27 giugno sarà nominato presidente di Mediobanca, il “salotto buono” della finanza. Massimo da Genova mi ha scritto questa lettera.
“Caro Piero
Il patto di sindacato di Mediobanca ha votato all’unanimità Cesare Geronzi come presidente del consiglio di sorveglianza della banca. Ma parliamo della stessa persona che il tribunale di Brescia ha condannato in primo grado per la vicenda del crac Italcase, a un anno e 8 mesi di reclusione e lo ha dichiarato inabile all’impresa commerciale e agli uffici direttivi per 2 anni? Pene poi sospese grazie alla condizionale. La stessa persona è stata interdetta per due mesi dalla sua carica di presidente di Capitalia per ordine del gip di Parma per il suo ruolo nel crac Parmalat. Il ricorso dello stesso era stato respinto dal tribunale di Bologna che non s’è limitato a ratificare l’ordinanza ma ha aggiunto che Geronzi doveva finire in carcere come Calisto Tanzi! Perché nessuno dice niente? Sono demoralizzato: ognuno tragga le proprie considerazioni, io le mie le ho già tratte. Saluti, Massimo”
Propongo una manifestazione, per far vedere che qualcuno sa e non ci sta. Da lunedì a venerdì della prossima settimana, un’ora al giorno, dalle 13 alle 14, con i soliti amici esporremo un grande striscione davanti alla sede di Mediobanca, a Milano, in piazzetta Cuccia, a due passi dalla Scala. Ipotesi di titolo per lo striscione: Geronzi, il Sindona del 2000. Avviserò dell’iniziativa le agenzie di stampa e gli uffici della questura. Sono necessarie almeno quattro o cinque persone al giorno. Chi vuole partecipare ai turni allo striscione e al contestuale volantinaggio, mi scriva una mail. Prego di attenersi nei commenti alle sole questioni operative.
Tratto da www.pieroricca.org
Un abbraccio
Antonio Russo
16 ottobre 2000
Verrà trovato il suo corpo in un campo nei pressi di una strada di montagna a 40 chilometri circa da Tblisi.
L'autopsia rivelerà lo sfondamento del torace eseguito in modo da non mostrare segni esterni evidenti, da quelle parti ci sono molti personaggi capaci di simili cose.
Rapina, si dice essere la causa dell'omicidio.
Rapina è la causa dell'introduzione di chissà chi, nel suo alloggio da dove spariranno appunti e fotografie.
Ovviamente il suo lavoro di giornalista che l'ha portato a raccogliere moltissimo materiale su ciò che succedeva in Cecenia, non ha niente a che fare con questa "rapina".
Un abbraccio
Max








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