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Archivio Agosto 2007

JERRY AVEVA UN SOGNO

by maxtraetto (18/08/2007 - 11:26)


Quando arriva il tempo di "fare i pomodori", mi torna in mente che nel 1989, a Villa Literno, venne ucciso un certo Masslo.
Ricordo di una persona che lottava per i diritti di tutti quei lavoratori, che per pochi soldi devono andare a compiere un'operazione per la quale, giustamente, gli italiani chiedono di essere congruamente retribuiti.
Anche gli africani chiedono di essere retribuiti in modo congruo, solo che nei loro confronti, la congruità, passa attravero il giudizio anche dei "caporali".
I caporali sono quelle persone che assoldano, in questo caso, i raccoglitori di pomodori, ai quali, in cambio, chiedono un "congruo" compenso.
Jerry se ne andò dal suo paese, non per "sfizio" ma perché perseguitato da quello che allora era un regime di apartheid. Il suo paese era il Sudafrica.
Cercando su internet ho trovato una sola foto di Jerry e ben due date per la sua morte. Alcune fonti portano il 24 agosto, altre il 25 di quel 1989 che mi donò il mio primo figlio.
Riporto qui alcune notizie pescate in rete.

«È veramente troppo tardi quando, nella notte di quel tragico 24  agosto ’89, in un casolare abbandonato alla periferia di Villa Literno, durante l’ennesima rapina ai danni dei braccianti africani, viene brutalmente trucidato il giovane sudafricano Jerry Essan Masslo».


(1989)... /...E’ questo l’anno in cui muore Jerry Essan Masslo, sudafricano rifugiatosi in Italia per sfuggire alle persecuzioni razziali del suo Paese ( pochi mesi dopo viene liberato in Patria Nelson Mandela ), ucciso nel corso di una rapina da giovani balordi di Villa Literno; grazie a quella morte milioni di cittadini in provincia di Caserta ed Italia acquistano coscienza del problema immigrazione; a Roma ,un mese dopo quella morte, a settembre, si svolge la più grande e straordinaria manifestazione antirazzista della Storia d’Italia. Il 24 del mese di ottobre di quell’anno sette medici e un’assistente sociale ( Prof. Dott.. Armando Del Prete,Dott. Nunziante Misto,Dott.. Benedetto Caterino, Dr.essa Angela Ruggiero, Dr. Giuseppe Nasti,dr. Mario Pellegrino, il sottoscritto dr. Renato Franco Natale e l’assistente Sociale Maddalena Ponticello) si ritrovano nello studio di un notaio a Caserta per dar vita ad una associazione di volontariato, dedicata a Jerry Masslo; è presente anche Pasquale Iorio, responsabile della CGIL della zona aversana, che in qualche modo aveva contribuito alla formazione del gruppo e alla nascita dell’associazione. .../

http://www.associazionejerrymasslo.it

/... Jerry, da politico qual’era, aveva scritto un “manifesto”. Erano anche i suoi sogni. Il giorno dei funerali, Alassane N’diaye, senegalese a nome del coordinamento CGIL dei lavoratori immigrati di Villa Literno lo leggerà davanti alle più alte cariche dello Stato:  “Jerry aveva un sogno…un mondo senza odi e razzismo, di tolleranza e di pace, di libertà e solidarietà. Un mondo dove l’uomo vale più di ogni altra cosa, dove la sua libertà è sacra, la sua dignità rispettata, i suoi diritti riconosciuti. Per questo Jerry viveva, sperava, lottava. Con sé portava il ricordo del suo paese oppresso dall’apartheid, il dolore dei suoi cari massacrati. Jerry è morto, ammazzato da balordi, a Villa Literno, in una notte d’estate e con lui il suo sogno è finito. Ma ora il sogno di Jerry appartiene a tutti gli uomini, bianchi e neri, che si battono per una società libera da razzismi e odi, tollerante e solidale, dove sono riconosciuti i diritti individuali e collettivi di tutti gli uomini e di tutti i popoli della terra”. .../

 

CUORE

by maxtraetto (13/08/2007 - 00:50)

 

 


 


C'era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone: diceva di avere il cuore più bello dei mondo o, quantomeno, dell'intera vallata. Tutti quanti erano sbalorditi per questo, e glielo ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell'ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano, più il giovane s'insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso.
All'improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio che, emergendo dalla folla disse: "Beh, a onor del vero, il tuo cuore è molto meno bello del mio!" Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti: della folla, e del ragazzo.
            Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici. C'erano zone dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano bene. Così il cuore risultava tutto bitorzoluto. Per giunta, era pieno di grossi buchi, dove mancavano interi pezzi. Così tutti quanti osservavano il vecchio, colmi di perplessità, e si domandavano come egli potesse affermare che il suo cuore fosse non solo bello, ma il più bello!
Il giovane guardò com'era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere: "Starai scherzando!" disse. "Confronta il tuo cuore col mio: il mio è perfetto, Mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime". "Vero", ammise il vecchio. "Il tuo ha un
aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai a cambio col mio. Vedi, ogni ferita che tu vedi rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore: ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel'ho dato. Spesso ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore, a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma, certo, ciò che dai non è mal esattamente uguale a quel che ricevi così ho qualche bitorzolo, a cui sono molto affezionato, però: ciascuno mi ricorda l'amore che ho condiviso. Altre volte, invece, ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto: questo ti spiega le voragini. Amare, tu lo sai, è rischioso, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'amore che provo anche per queste persone... e chissà? Forse un giorno ritorneranno e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi, adesso, che cosa sia la vera bellezza?".
Il giovane era rimasto senza parole, e lacrime copiose gli rigavano il volto. Prese un pezzo del proprio cuore, corse incontro al vecchio, e glielo offrì con le mani che gli tremavano. Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo. Il giovane guardò il suo cuore, che non era più il cuore più bello del mondo, eppure lo trovava meraviglioso come mai: perché l'amore dei vecchio ora scorreva dentro di lui!

Tratto da: http://www.oasidelpensiero.it

 

Sono un ladro di poesie, questo, pur essendo un racconto breve, lo leggo come una poesia, quindi me la sono fregata.

Un abbraccio

MERCATINI di BENEFICENZA

by maxtraetto (08/08/2007 - 18:57)


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