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Belli e brutti

by maxtraetto (13/03/2008 - 13:40)

Seguo una squadra di pallavolo da sette o otto anni, da quando i miei figli hanno cominciato a praticarla.
Marco ha partecipato, con ottimi risultati, a molti campionati, entrando anche nella selezione provinciale di Latina.
Franco, oltre ad aver partecipato al campionato che vedeva concorrere tra loro le migliori società d'Italia per risultati ottenuti, quest'anno farà parte della selezione che raggruppa i migliori sedicenni del Lazio e parteciperà al campionato nazionale che si terrà in Sardegna.
Il loro allenatore, oltre ad essere un ottimo istruttore, è anche un buon maestro di vita.
Nessun atleta ha cominciato sapendo giocare bene, nonostante questo, Roberto, li fa giocare sin dall'inizio.
Con buone intuizioni, fa giocare i principianti, soprattutto quando il risultato è difficilmente mutabile, positivo o negativo che sia, o quando, la partita già a tavolino, risulta particolarmente complicata, a causa della migliore qualità della squadra avversaria.
I più bravi, accettano di buon grado ciò, consapevoli di essere stati, a suo tempo, anche loro principianti; i meno bravi non sentono, in caso di sconfitta, tutta la responsabilità sulle proprie spalle, cosa che andrebbe a minare ulteriormente la loro, magari già gracile, autostima.
Mi vanto dei risultati dei miei figli , anche perché, un piccolo contributo, viene da noi genitori, con sacrifici e continui sproni. Il merito è soprattutto loro, del loro impegno, della loro serietà, del rispetto che hanno nei confronti di allenatori,dirigenti e avversari.
Un grande merito va però alla natura, non la si può accantonare, li ha dotati di mezzi fisici e intellettivi di buon valore.
Cosa succede, invece, a chi ha un handicap fisico o mentale, grave o meno grave?
Se il ragazzo e facilmente individuabile, da gesti inconfondibili, da un aspetto che fa notare un cromosoma in più, suscita comprensione, come minimo, ai meno sensibili, tolleranza.
Quando invece, il ragazzo esteriormente, mostra di rispettare i canoni di bellezza che lo fa annoverare tra i belli e i normali, un handicap suscita spesso risate e ironia.
Già, purtoppo dagli spalti è un fatto che noto spesso.
- Che ce l'ha messo a fare quell'imbranato in campo!
- Che lo mandasse a casa, ma quale panchina, a casa!
Strano vero? eppure è così, bello e handicappato.
Quanti di loro piangono, non comprendono, si sono rasati le sopracciglia, si sono passati il gel tra i capelli però gli riesce difficile coordinare un salto con un altro qualsiasi gesto atletico, le risate dagli spalti li fanno morire, dentro.
Quando si dice che la bellezza non è tutto.
Inghilterra.
Lui medico, lei economicamente facoltosa. Potenzialmente in grado di gestire gravidanze senza incidenti.
La natura, che non vede dentro ai portafogli, gli dona comunque una bimba Down.
Ebbene, costoro, probabilmente per sanare un forte senso di colpa generato dalla consapevolezza di cui sopra, hanno deciso di sottoporre la figlia ad interventi che dovrebbero portare il volto della figlia, ad avvicinarsi il più possibile, ai canoni di bellezza di cui la ritengono priva.
Sofferenza fisica l'accompagnerà negli anni a venire, anche perché crescendo, necessiterà di più interventi.
Sofferenza interiore l'aspetta, per combattere in un mondo che non sempre l'accetterà così com'è, tal quale; in un mondo dove le persone più importanti per lei non l'hanno accettata così com'è, tal quale.
Tornando al pensiero di prima, quando questa bimba, apparentemente "normale", compirà i gesti di un normale, adorabile, bimbo affetto da quella strana sindrome, come farà a far comprendere di non essere inferiore, di necessitare solamente di ritmi e tempi differenti dagli altri?
Se fossi un ex fantino, possessore di scuderie con cavalli campioni di corse, e tutta la mia vita fosse assorbita dal mondo equestre, sarebbe umano per me aspettarmi di avere un figlio o una figlia con le medesime passioni.
Se però, la natura mi dona un figlio che a quindici anni è alto un metro e novanta, pesa 100 chili ed ha una mano grossa come un badile, o trovo un cavallo che al garrese misuri sei metri oppure mi devo rassegnare a che pratichi altri sport, anzi, sarei un buon genitore solo nel caso lo favorissi in questo.
Non sarebbe giusto, da parte mia, nutrirlo a lattuga e sottoporlo ad interventi chirurgici per accorciare le ossa delle gambe.
E' vero, spesso si interviene con il bisturi su bambini, quasi sempre per migliorare funzionalità compromesse da difetti morfologici, come nel caso dei medici del sorriso che operano si, per migliorare anche esteticamente un volto,
ma certamente non per mascherare ciò che comunque, prima o poi, farà capolino nella vita di una persona.
Come dicevo, sono stato fortunato, io per primo, la natura con me è stata benevola, almeno fino ad ora, con i miei figli è stata oltremodo buona, quindi mi riesce complicato entrare nel meccanismo che gira nella vita dei due inglesi, una cosa però so, arriverà tanta energia positiva da parte mia a quella bimba e a tutti quei bimbi nella medesima condizione e altrettanta energia positiva arriverà a quei genitori che affidano il proprio futuro e quello dei figli, all'esteriorità, sempre e comunque cosa principale per loro, affinché rinsaviscano e dedichino tutte le proprie energie al duro e lungo lavoro che li attende.
Ci sono Down estremamente belli e sensibili.
Ci sono belli estremamente out e insensibili.
Lo so, mi sono dilungato un po' troppo, ma sta cosa m'ha fatto pensare tanto e quindi vi propino i risultati.
Un abbraccio

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