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Archivio Aprile 2008

INAUGURAZIONE

by maxtraetto (27/04/2008 - 21:04)

Il 4 maggio 2008, alle ore 11:00.

http://www.parcoattigliano.it/

 
I Parchi nel mondo
 

Siamo alle soglie di un nuovo grande progetto mondiale che si propone

di far sorgere sette grandi luoghi di incontro nei cinque continenti.

Sette fari dell'umanità e dell'umanizzazione della Terra.

Cio' che desideriamo e' che nel futuro vengano ricordati anch'essi

come meraviglie, non per la loro imponenza architettonica, ma in

quanto luoghi da cui cominciò nuovamente ad irradiarsi la grandezza

dello Spirito Umano.

Il Movimento Umanista si ispira alle parole contenute nel messaggio di Silo 

http://www.umanisti.it/sitiweb/scheda_sito/il_messaggio_di_silo.html

Io con Silvy ci saremo, e con un bel gruppo di amici

Chiunque legge questo messaggio è invitato, si attendono, per l'avvenimento,

oltre 3000 persone da tutta Europa.

Un abbraccio

LA BOA

by maxtraetto (14/04/2008 - 18:32)


Se non oltreppassate la linea che si viene a formare tra me e le mie compagne, vi troverete sempre in una zona relativamente sicura.
Lo spazio che delimitiamo è controllato da persone che possono venirvi in aiuto, se ci oltrepassate dovete gestire, in modo completamente autonomo, i rischi che possono derivare dalle vostre scelte.

Su e giù. Tutta la vita su e giù, tranne in caso di bonaccia, allora la fune che ci ancora al fondo, permette solo un leggero e continuo, avanti e indietro.
L'altra notte, una forte mareggiata, mi teneva, quasi costantemente, sotto al pelo dell'acqua. Le continue onde erano tanto alte da non permettermi di prendere aria.
La cima che, all'altra estremità, è annodata ad un secchio colmo di cemento, non era abbastanza lunga da permettermi di fare capolino al di sopra delle spumeggianti creste.
Tira, strattona, spinge il mare, fino a liberarmi dall'ancoraggio. La corda si spezza o si slega, non so, fattostà che mi trovo sul bagnasciuga, in balìa della risacca.
Quella fune che prima mi bloccava, annodata, al fondo, ora con il continuo salire e scendere della sabbia, si affossa per alcuni metri della sua lunghezza, mi blocca quindi, in quel continuo, tremendo, violento sbattere.
Rotolo su, rotolo giù, sbatto forte a destra e altrettanto forte, a sinistra. Striscio sulla sabbia fino a graffiarmi in ogni punto; sassi, schegge di mattone e conchiglie, mi scalfiscono e incidono.
Il mare si ritira e io, appresso all'acqua, scendo lo scalino che le onde sono andate formando.
un'altra violenta onda, mi porta in avanti, sulla spiaggia, fino al limite curvo che il mare disegna sull'arenile e... STANG!
La fune insabbiata mi blocca con uno shoccante strattone. Non ce la faccio più, voglio tornare al largo, non sono fatta per la terra.
Voi che passeggiando, respirate la salsa aria, quando mi vedete, non limitatevi a guardarmi, vi prego, tagliate la corda.

Archivio Aprile 2008