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Archivio Marzo 2009

Nucleare? Io dico no!

by maxtraetto (02/03/2009 - 19:43)


Abbiamo fatto manifestazioni e raccolto dati per favorire la presentazione di un referendum
che non permettesse il funzionamento di centrali nucleari.
Abito nei pressi di una delle centrali nucleari italiane e, benché non abbia mai superato la
fase dei test, ha prodotto tantissimi danni e materiale radioattivo.
Il referendum si fece e vinse il No al nucleare.
Ora, un Berlusca qualsiasi, dice che quello che gli italiani hanno scelto non conta più
niente e ha  inserito nella legge 113, la possibilità, da parte di privati, di lavorare sul
ucleare per quanto riguarda la produzione di energia elettrica.
Come sempre, la grande ipocrisia e la grande capacità di prendere in giro le persone, di
quest'individuo, ci vuol portare a credere che lo stato, cioè tutti noi, non pagheremo niente
per quanto riguarda gli aggiornamenti scientifici nel campo della produzione energetica fatta
con il nucleare.
Ma quando mai!
Ci sono paesi in Europa che producono il 20% di energia sfruttando il vento, noi stiamo sotto
il 2%.
Già questo dato basterebbe a rendere inutili le centrali, visto che queste sopperiranno al 10%
delle nostre necessità, se poi pensiamo che la tecnologia necessaria al nostro aggiornamento
nel campo del nucleare la dovremo pagare proprio a questi paesi, mi fa pensare che ci stanno
trattando come gli imbecilli che, non capendo una mazza, gli forniamo il denaro necessario alle
loro innovazioni nella produzione di energia con fonti rinnovabili.
Le centrali che già abbiamo e che saranno destinate ad accogliere i nuovi impianti, andranno
praticamente, smantellate, con tutte le problematiche relative allo smaltimento delle migliaia
di tonnellate di materiale radioattivo o a rischio di radioattività.
Quanto costerà?
Un pacco di denari.
Dieci o dodici sono gli anni necessari ad attivare una centrale, che immancabilmente, siccome
siamo in Italia, come minimo raddoppieranno. E' successo con i termovalorizzatori e con i ponti
e con la TAV e con i rigassificatori, con successivo e, ipocritamente imponderabile, lievitazione
dei costi.
Ci vorranno dieci o dodici anni di attività, affinché queste centrali, con i presunti risparmi
energetici, diventino attive economicamente e, siccome siamo in Italia, questi tempi raddoppieranno.
Perciò, ad essere ottimisti, ma proprio tanto ottimisti, forse intorno al 2035/2040, le nostre
centrali saranno economicamente attive.
E nel frattempo il resto del mondo che farà?
I paesi che oggi con l'eolico, producono il 20% del proprio fabbisogno energetico, avranno raggiunto
una tale capacità produttiva, che ci venderanno la corrente in quando più conveniente di quella
prodotta da centrali nucleari che nel frattempo saranno vecchie di trent'anni. E sto pensando solo
all'eolico, non prendo ancora in considerazione gli enormi passi che nel frattempo si faranno nel
fotovoltaico, o nello sfruttamento delle maree, o dello sfruttamento della differenza di salinità
presso le foci dei fiumi o... in tutti quei campi dell'energia ottenuta da fonti rinnovabili,
mentre noi saremo ancora qui a cercare dove buttare le scorie, dato che nel frattempo, tutte le
centinaia di centrali nucleri ora esistenti, avranno saturato ogni buco di questa nostra amata
terra.
Si dice che il petrolio sta finendo. Ci credo poco, o meglio, sta finendo il petrolio raggiungibile
in modo economicamente vantaggioso, con l'attuale tecnologia, senza tenere conto del fatto che chi
ha una merce da vendere adduce alla mancanza della stessa per ottenere prezzi maggiormente vantaggiosi.
Però, faccio finta che sia vero, ma se le fonti informative dalle quali giungono queste notizie sono
sincere e fondate, lo sono anche quando mi dicono che in modo ancor più drammatico, sta finendo
l'uranio. E allora? Facciamo centrali che usano come carburante una sostanza che già ora sta finendo?
Siamo proprio dei volponi, non c'è che dire?
O i volponi sono coloro che sanno che ci andranno a guadagnare un sacco di soldi solo per mettere in
mezzo tutto questo ambaradan, sapendo che non se ne farà niente, tanto loro troveranno, nel frattempo,
altri sistemi per farci brutti scherzi?
Pochi anni orsono, erano necessari parecchi, ma parecchi metri quadri di pannelli solari, per produrre
un solo chilowatt, per parecchi intendo 15 0 20, figuriamoci trent'anni fa; oggi ne sono sufficienti
5 o 6. Fra trent'anni, chi avrà utilizzato le proprie risorse per migliorare il fotovoltaico, un
chilowatt lo potrà produrre con le suole delle proprie scarpe, e noi?
Saremo ancora lì a cercare di far partire un referendum che ci tolga le centrali nucleri dai gorgoni.
Non datemi retta, ho detto un sacco di fregnacce, quindi informatevi da fonti più attendibili di
questa mia lettera, l'importante è che non appoggiate la tesi di Berlusca basandovi solo sulle sue
di fragnacce. Io ho ascoltato un tipo che di nome fa Rubbia,  mi ha fatto venire dei dubbi e li ho
approfonditi. Da ciò sono nate le qui sopra considerazioni, vi prego smentitele, altrimenti
siamo nella merda.

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