Caso Paola Sbronzati
Caso Paola Sbronzati: ATTACCO AL NIGUARDA
Come promesso, dalla trasmissione il Nido del Cuculo ieri abbiamo sferrato l'attacco all'azienda ospedaliera Niguarda. Rispondendo all'appello lanciato sul Bollettino OISM sono intervenuti in diretta a Radio Blackout:
Maria Catena Amato (avvocato e giudice onorario, autrice del libro L'Analista Analizzato)
Giorgio Antonucci (medico, psicanalista, collaboratore Basaglia)
Natale Adornetto (vittima della psichiatria, autore del libro Vengo dalla Piccola Valle)
IL NIGUARDA NEGA A UN MAGISTRATO DI PARLARE CON PAOLA!
Maria Amato, ricevendo il Bollettino OISM ha telefonato al reparto del Niguarda in cui è rinchiusa Paola Sbronzeri. Nonostante si sia qualificata come avvocato a magistrato (Giudice Onorario presso il Tribunale di Patti, distretto di Corte d'Appello di Messina) si sono rifiutati di farla parlare con Paola... anche quando Amato ha fatto presente che la legislazione (Legge 180) prescrive che alle persone in TSO deve essere consentito di comunicare con il mondo esterno...
Così Maria Amato ha raccontato alla trasmissione il Nido del Cuculo come sono andate le cose e qual'è la legislazione in merito.
Oggi Maria Amato presenterà il caso di Paola Sbronzeri ad una conferenza contro la psichiatria indirizzata a magistrati.
ESERCITANDO PRESSIONE CE L'ABBIAMO FATTA!
Allora Tristano Ajmone e Paola Peste si sono accaniti a telefonare al Niguarda, scontrandosi con il muro di gomma istituzionale.... Ma noi abbiamo mandato le telefonate in diretta radiofonica, e l'intera nazione ha potuto sentire (via internet streaming) come la direzione sanitaria del Niguarda tentava di pararsi il culo e non acconsentire a Paola Sbronzeri di lanciare il suo appello...
Ma, sotto le nostre pressioni hanno infine ceduto e ce l'hanno passata: Paola ha potuto lanciare via etere e streaming il suo appello, la sua richiesta di aiuto...
Quel che è emerso dal suo appello è che il TSO è subentrato quando Paola stava cercando di denunciare per mobbing l'azienda per cui lavora: le Poste!
Paola ha rivelato in radio che i medici si rifiutano di fornirle informazioni sulla sua situazione clinica e il suo stato di ricovero. La stanno imbottendo di psicofarmaci, la stanno piegando a colpi di «manganellate chimiche »!
ABBIAMO REGISTRATO TUTTO E LO DIFFONDIAMO!
Abbiamo registrato la trasmissione radio in formato MP3 e la stiamo diffondendo via Internet.
CERCA SU EMULE IL FILE: "il Nido del Cuculo 2007.08.02.mp3"
Scaricalo e mettilo subito in condivisione su eMule, invialo ad amici via Messenger, Skype, ecc. Mettilo in rete, rendilo visibile.
ADESSO TOCCA A VOI!!!
PAOLA DEVE ESSERE SCARCERATA DALLA PSICHIATRIA! La solidarietà non deve cessare! Non dobbiamo arrenderci, non dobbiamo avere paura, DOBBIAMO ATTACCARE! Bisogna battere il ferro finché è ancora caldo!
Molte persone hanno seguitato a telefonare al reparto dove Paola è sequestrata, per offrirle solidarietà, come Paola ha chiesto. Seguitano a rifiutarsi di passarla al telefono del reparto. A dei compagni di Parma hanno addirittura risposto al telefono dicendo che non era un reparto psichiatrico ma l'azienda Pirelli!
PASSAPAROLA:
inoltra questa email ad un amico!
Diffondi questa email, ai tuoi amici, a chi sai che ha un cuore che non è indifferente alla tortura!
ESERCITATE PRESSIONE SUL NIGUARDA!
Paola è rinchiusa nell'Ospedale Niguarda di Milano:
http://www.ospedaleniguarda.it/content/dipartimenti/11.html
Ora ci appelliamo a voi e vi chiediamo di esercitare pressione sull'Ospedale Niguarda, telefonando finchè non riuscite a parlare con Paola Sbronzeri, e farle sentire la solidarietà della rete anti-psichiatrica, di chi aborrisce la repressione!
Il telefono del reparto è:
02/64442371
Noi non temiamo gli psichiatri, non abbiamo paura delle loro minacce e denunce: CI DENUNCINO PURE, SARA' UNA GRANDE OCCASIONE PER PORTARE ALL'ATTENZIONE DEI MEDIA NAZIONALI COSA SUCCEDE NEI LAGER DELLA PSICHIATRIA!
L'Ospedale Niguarda ha una lunga storia di violenze psichiatriche, e non è certo la prima segnalazione di violenze e soprusi che ci arriva da persone sequestrate da quest'azienda ospedaliera al soldo dello Stato e delle Farmaceutiche. Abbiamo raccolto molte denunce di maltrattamenti da parte di persone che sono state sequestrate dagli psichiatri del Niguarda. Se ci denunciassero questo processo potrebbe diventare un maxi-processo in cui verrebbero a galla centinaia di storie di violenze fisiche e privazioni della libertà!
NON RESTIAMO INDIFFERENTI! REAGIAMO!
Esercitate pressione contro l'Ospedale Niguarda, organizzate presidi e volantinaggio contro quel centro di segregazione e tortura. Non temiate le conseguenze, la solidarietà brucia di passione e agiremo in sinergia!
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Tristano Ajmone,
Presidente OISM





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